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Molfetta, incidente sul lavoro: 5 morti

Ancora morti bianche ..  ancora un’altro incidente sul lavoro,  questa volta a Molfetta,  che “ripropone”  il problema della precaria sicurezza nei posti di lavoro, degli scarsi controlli nelle aziende e delle poche sanzioni per chi non rispetta regole fondamentali per la tutela dell’individuo-lavoratore.. 

ahimè  .. “ripropone” .. perchè è sempre necessario che accada la tragedia .. l’irreparabile .. per spingere alla  mobilitazione.. all’intervento..  certamente adesso il “problema”  diventerà uno dei numersi punti del programma elettorale dei diversi schieramenti politici ..  ma chissà se poi la legislatura durerà tanto da riuscire a discuterne..

.. e nel frattempo si contano i morti..

I dati sono allarmanti: un lavoratore ucciso ogni 7 ore… e l’associazione dei mutilati ed invalidi del lavoro parla di un «fenomeno sociale di massa.. che di regola si svolge nell’ombra e nel silenzio».

I diritti del lavoratore sono, nel concreto, ben lontani dall’essere garantiti e assicurati nel nostro Paese.. è, dunque, necessario avviare un processo di sensibilizzazione delle istituzioni e, più in generale, della società .. se vuole chiamarsi “civile”.. 

.. affinchè Il 28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, non sia solo un momento di commemorazione delle vittime di incidenti nei luoghi di lavoro  ..

jarod said,

Marzo 5, 2008 @ 11:30

che dire… il mondo si sta riempiendo di “giornate della memoria”. questo da una parte è un bene, dall’altra è significativo di mancanze, di inadeguatezze di bisogni rispetto a quei diritti scritti sulle carte.
Rispetto allo specifico ritengo l’atteggiamento sulla sicurezza del lavoro errato sia da parte delle imprese che da parte del singolo lavoratore. le prime percepiscono le attività che portano ad un ambiente di lavoro sicuro, nella maggior parte dei casi, come un costo, un onere, e soprattutto come comportamento facoltativo in un campo in cui si parla della pelle delle persone. D’altro canto il lavoratore deve prendere coscienza che vivere con sicurezza il proprio lavoro è un diritto sacrosanto da pretendere, un dovere da compiere quando il raggiungimento di questa è possibile. Da un lato imprese mandano circolari a tutte le loro sedi ordinando che le attività di manutenzione siano ridotte al minimo indispensabile, quasi che la vita delle persone non avesse un valore. Dall’altro operai che non calzano scarpe antiinfortunistiche rimanendo alla moda, ed in pericolo, con un paio di scarpe da ginnastica.
Il bilancio gravissimo è un bilancio di guerra e non quello di un lancio di moneta o di una partita a scacchi.
La fondazione pubblicità progesso ha prodotto uno spot (il lancio della monetina….) che mi ha trovato immediatamente in discaccordo. La sorte gioca un ruolo marginale nella morti bianche. Probabilmente concetti come prevenzione, legalità, autotutela sarebbero più incisivi. Le leggi esistono…potenziamole e facciamole rispettare. D’altro canto cio che auspichiamo è una imbracatura fra me e la buccia di banana in cima ad una impalcatura o la chiusura di un reparto di una fabbrica che non ha rispettato le norme, che non ha fatto manutenzione, che non ha dismesso macchinari obsoleti e pericolosi, senza costi per gli operai.
Facciamo nostra questa nuova data 28.04.08!

elisabetta said,

Marzo 5, 2008 @ 17:16

si.. i morti sul lavoro non sono una fatalità, non può essere la sorte a decidere se il lavoratore sopravviverà al proprio lavoro .. e certamente le scelte aziendali in materia di sicurezza giocano un ruolo significativo..
certo è che occorre sensibilizzare tutti .. la società nel suo complesso .. diversamente non servirà a nulla istituire “giorni della memoria” .. se poi tutto il resto dell’anno si dimenticano i diritti dell’essere umano .. i valori per una convivenza civile..!
è vero .. il calendario oramai è scandito da una serie di ricorrenze legate … ahimè troppo spesso… a tragici eventi..
.. ma questi eventi più che un ricordo.. sono una triste realtà..
.. parliamone..

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