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Archive for Gennaio, 2008

CARNE E PELLE

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 LA STRAGE DI SAN VALENTINO 

Manifesto 70×100

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SIAMO UOMINI O CAPORALI

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E’ di ieri la notizia che “medici senza frontiere” è intervenuta nel sud ITALIA per sostenere e curare i lavoratori immigrati stagionali.

Questi invisibili sono stati trovati in condizioni disumane, senza permesso di soggiorno, le loro case dei ruderi fatiscenti senza servizi, senza libretto sanitario, senza nessun tipo di assistenza medica.

NOI esportatori di pace, democrazia, valori. Penso sempre che ci siano un sacco di cose di cui parlare a casa nostra!!!

jarod

Due occasioni per agire

Ci sono due occasioni, due feste, due giornate dedicate piuttosto vicine.

L’idea, dati i tempi ristretti, è quella di agire attraverso la produzione e distribuzione di 2 newsletter distinte.

Quindi, la prima per il 14 febbraio, s.valetino per intenderci, cercando di sottolineare la questione, in italia ancora aperta, delle unioni civili. La seconda, l’otto marzo, la festa della donna, per la quale ci sembra necessario sottolineare l’aspetto delle violenze, fisiche, sessuali e psicologiche, che donne ITALIANE ancora subiscono (chiarisco: ho partecipato come fotografo a campagne per l’otto marzo in cui, in italia, si raccontava della tragica vicenda di Safya, donna nigeriana condannata alla lapidazione nel suo paese. Vicenda gravissima, ma credo che, a giudicare dai dati sotto riportati, dobbiamo ancora e seriamente pensare ai nostri problemi, alle nostre arretratezze) . Per il 14 febbraio vedi anche il punto di vista di milingo su action30.

Per ciò che concerne la festa della donna, riporto di seguito un estratto da un documento  ufficiale ISTAT del 2006 (consultabile su web):

Sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di
violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di
età considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali
(23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di
donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Il 14,3% delle donne con
un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza
fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex
partner la percentuale arriva al 17,3%. Il 24,7% delle donne ha subito
violenze da un altro uomo. Mentre la violenza fisica è più di frequente
opera dei partner (12% contro 9,8%), l’inverso accade per la violenza
sessuale (6,1% contro 20,4%) soprattutto per il peso delle molestie
sessuali. La differenza, infatti, è quasi nulla per gli stupri e i tentati
stupri.

Negli ultimi 12 mesi il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione e 150 mila
(5,4%). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 25 ai 24 anni (7,9%) a presentare i tassi più
alti. Il 3,5% delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. Lo 0,3%, pari a 74 mila donne, ha
subito stupri o tentati stupri. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori
delle mura domestiche il 3,4%.
Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e
raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso
degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla
con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non
partner).

giornata della memoria

Riporta milingo in Action30 di una trasmissione radiofonica sulla giornata della memoria. Anche omosessuale!

Il Papa e la comunicazione sociale

Articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

ed anche su La Repubblica.

Interessante anche la presa di posizione di Oliviero Toscani, sempre sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi.

brief omofobia

Omofobia viene dal greco homos fobos (+ o -): letteralmente, significa
paura dell’uguale ma diventa paura del diverso da ciò che è ritenuto
“normale”. L’omofobia agisce a livello emotivo, essendo il frutto di
idee antiche, che si riattivano automaticamente ed inconsapevolmente
nella vita di tutti i giorni. Di fatto, quindi, l’omofobia è figlia del
pregiudizio (i gay sono malati, pervertiti e contronatura) e l’unica
“arma” per combatterla è la diffusione del sapere e del “buon esempio”
che costringa l’omofobo (che è inconsapevole) ad empatizzare con il gay
ed a rapportarsi a questo (l’empatia, a differenza della simpatia che è
solo “emotiva”, ha un contenuto in parte emotivo ed in parte
razionale). Simile alla omofobia è la lesbofobia, che aggiunge
l’ulteriore dettaglio costituito dal fatto che le lesbiche sono
omosessuali e pure donne: quindi agisce il doppio pregiudizio verso la
diversità di orientamento sessuale e verso la diversità di genere.
In  tema di comunicazione, è spesso usato il messaggio paradossale.

E.F.

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sulla questione della memoria e sul concetto di “vittima”,

vedi action30

Questa sezione è dedicata ai progetti di pubblica utilità.

27 gennaio 2008

Giornata della memoria

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OMOFOBIA

A chi parliamo?

Cosa gli diciamo?

Per quale obbiettivo?

Con quali strumenti?

Come prima attività del laboratorio,  studiamo una campagna su questo imput. La commissione concerne  la produzione di uno strumento di comunicazione idoneo a ottenere una sensilizzazione/stigmatizzazione di questo comportamento. Non sono ancora individuati gli elementi della comunicazione (slogan, visual, strumento/i) e di conseguenza sono graditi contributi.

Essendo un comportamento diffuso e non attribuibile ad una categoria determinata di persone, si pensa ad uno strumento di comunicazione a larga diffusione.

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